Obesità e protesi di ginocchio

Per prima cosa identifichiamo l’obesità come un valore di Body Mass Index o BMI (peso diviso per altezza al quadrato – kg/m2) superiore al 30. Recenti studi hanno dimostrato che l’artrosi al ginocchio non solo è più comune nei soggetti obesi, ma che porta anche alla necessità di una sostituzione protesica in età inferiore rispetto ai pazienti normopeso. Per questo motivo e per una crescente richiesta del trattamento di pazienti sovrappeso-obesi (circa il 35% del totale della popolazione americana), l’ortopedia si sta sempre maggiormente interessando a questa parte della popolazione. Cosa è importante sapere:

  • essere obesi porta a un accesso chirurgico più grande per riuscire a eseguire una procedura chirurgica di sostituzione protesica
  • si ha una maggiore difficoltà tecnica a eseguire correttamente l’intervento
  • si rischia di avere una maggiore perdita di sangue sia durante che dopo l’intervento
  • si ha un aumentato rischio di infezione durante e dopo l’intervento
  • si aumentano le complicazioni locali sulla ferita chirurgica
  • si hanno maggiori complicanze anestesiologiche
  • la sopravvivenza della protesi (tempo prima di doverla sostituire o revisionare) è considerevolmente minore rispetto alla popolazione normopeso, con un maggior numero di interventi di revisione.

Alla luce di queste considerazioni, ci si rende conto che è essenziale affrontare prima il problema del peso e poi quello dell’artrosi di ginocchio. Anche e soprattutto per una ultima considerazione:

dopo un intervento di protesi di ginocchio, i pazienti obesi tendono ad AUMENTARE DI PESO!

Paradossalmente, e contro la logica comune, i pazienti che erano obesi prima dell’intervento, hanno continuato ad aumentare di peso dopo, nonostante la riduzione del dolore e l’aumentata mobilità. Al contrario, tutti i pazienti che hanno dimostrato costanza e impegno prima di sottoporsi all’intervento, hanno ottenuto non solo migliori risultati, ma hanno continuato a ridurre il proprio peso anche dopo la sostituzione protesica.

Nella mia personale esperienza penso che l’obesità sia un problema multifattoriale, da non minimizzare, anche perché spesso i pazienti arrivano dall’ortopedico scoraggiati e stanchi, addolorati, alla ricerca non solo di cure, ma anche di un sostegno. Ritengo doveroso da parte di un medico, non solo essere chiaro sui rischi a cui si incorre, ma ‘motivare’ il paziente e accompagnarlo in un percorso che possa permettergli di stare meglio. La chirurgia non è ‘la soluzione’, ma un tassello in un mosaico molto più grande.

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