La meniscectomia

Meniscectomia è l’intervento chirurgico che comporta una asportazione parziale o totale del menisco a seguito di una sua lesione traumatica o degenerativa.

La lesione meniscale rappresenta la patologia più comune nell’ambito ortopedico e la procedura chirurgica più praticata. Nel periodo compreso tra il 1996 e il 2006 si è assistito a un suo incremento del 49%, e i dati hanno continuato a vedere un aumento della sua incidenza. Perché verrebbe da chiedersi? Prima di tutto per i suoi buoni/ottimi risultati nel breve termine, poi per l’aumentata richiesta dei pazienti di un iniziale intervento per rimandare la sostituzione protesica del ginocchio. Però molto spesso il dolore al ginocchio non dipende dalla lesione meniscale o, in cambiando il punto di vista, studiando pazienti asintomatici, si sono viste lesioni del menisco nel 61% dei casi analizzati. Cosa significa questo? Che non sempre il menisco ‘rotto’ è da operare, soprattutto perché spesso è rotto e neanche ce ne rendiamo conto.

Analizzando i risultati dei pazienti operati di meniscectomia parziale (o super selettiva, o mini invasiva, o come lo si trova descritta dai colleghi per essere più ‘intriganti’) e paragonandoli sia con soggetti sani, che con la gamba sana dello stesso paziente, sono emerse numerose interessanti considerazioni:

  • si riduce la ‘percezione’ del ginocchio rispetto al controlaterale
  • si riduce la forza muscolare
  • si aumenta lo ‘stress’ sulla parte di ginocchio interessata e, soprattutto, sul menisco residuo

Tutto questo per ALMENO 3 mesi dopo l’intervento (i dati trovano differenze anche a un anno). Per questo, chiave dell’intervento, è affrontarlo con la consapevolezza che prima di rientrare a fare sport o attività impegnativa per il ginocchio, si debba svolgere una preparazione specifica.

Se prendiamo invece in considerazione le lesioni meniscali dovute ‘al tempo’ o da usura, emergono altri interessanti spunti di riflessione

  • pazienti operati di meniscectomia avevano la stessa soddisfazione dei pazienti sottoposti a un ‘finto intervento’
  • gli operati avevano gli stessi risultati delle persone che avevano fatto solo fisioterapia
  • unica eccezione erano i pazienti che nonostante la terapia conservativa, mantenevano il dolore e la limitazione al ginocchio.

Questo ci fa capire come, in un ginocchio che inizia ad avere segni di artrosi, intervenire sul menisco non sempre sia una cosa giusta da fare, e magari sarebbe bene considerare delle terapie conservative limitando l’opzione chirurgica solo ai pazienti che non hanno avuto benefici.

Quali sono i fattori che influenzano il risultato di un intervento di meniscectomia?

  • il sesso: le donne hanno risultati inferiori
  • la lesione del menisco laterale, che ha peggiori risultati rispetto alle lesioni che interessano il menisco mediale
  • una lesione che interessa più del 50% del menisco
  • la presenza di lesioni cartilaginee associate focali
  • l’alto BMI (si veda l’articolo sull’obesità)
  • la presenza di una lesione del legamento crociato anteriore
  • la presenza di deformità delle gambe
  • una sintomatologia particolarmente evidente

Nella mia pratica clinica mi sono trovato spesso di fronte a lesioni meniscali e non sempre ho scelto di affrontarle chirurgicamente. Ritengo che le scelte debbano essere fatte caso per caso, considerando le evidenze scientifiche e non ‘l’opinione personale’ o la ‘propria esperienza’; anche e soprattutto perché chi effettua studi come quelli che cito, sono chirurghi di primo livello, con grandi casistiche, e controlli clinici fatti anche a molti anni di distanza. In altre occasioni affronteremo gli effetti della meniscectomia sul ginocchio e le alternative alla sua asportazione.

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